ARAZZI

Tessuto non tessuto

Li ho sempre chiamati “arazzi”, ma in realtà non sono lavori fatti a telaio, intrecciando ordito e trama; magari qualche piccolo intreccio c’è, ma in realtà lavoro in applicazione con i frammenti di tessuto, intarsi, sovrapposizioni e increspature, il tutto marcato e fissato con i punti e il filo.

Che la cucitura sia realizzata a mano o con la macchina, nel mio immaginario è diventata la penna o la matita di turno, e questo ritengo sia il mezzo per dare carattere al disegno tessile se posto al fianco della classica espressione pittorica tradizionale. La fiber art  può diventare anche tridimensionale, quindi scultura; può essere “decorazione” nel senso architettonico/spaziale del termine; i fili e il tessuto possono “essere”, non “diventare”, materia viva e creativa , mezzi per sviluppare una ricerca espressiva personale..

In queste composizioni il classico pezzo di tessuto diviene protagonista:  sostituisce i colori e crea le superfici e le forme , costituendo l’essenza del quadro. Insomma, un quadro è un  arazzo e gli arazzi diventano pitture.  Eccomi ritornata al tessuto non tessuto.
Mi piace sovrapporre, confrontare le sfumature , evocare e cucire,  valorizzare pezzi anche piccoli di stoffa  che magari andrebbero buttati  o lasciati nell’oblio. Di sicuro mi baso su immagini e  sul vissuto che mi porto dentro, filtrati dalla creatività e dal gusto di manipolare questo tipo di materiale  col quale ho sempre avuto un rapporto ludico fin da piccola.

In fondo, per me,  il tessuto ha  valenza non solo estetica, di colore o di spessore,  ma ricorda pure un legame con “qualcosa”, un suo vissuto noto solo a me o sfocato in un mondo lontano che vuole lasciare un suo messaggio.