LA MIA STORIA DEL COSTUME

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L’abbigliamento infantile nella storia del Costume

n.b.  Gli appunti che seguono risultano essere in ordine cronologico, come è giusto che sia un racconto storico, ma in realtà voglio informare chi volesse leggerli che avevo incominciato le mie riflessioni solo a partire dal secolo XVI. Avevo iniziato con alcune considerazioni sulla ritrattistica  rinascimentale, in particolare dai deliziosi bambini dipinti da Sofonisba Anguissola che ho sempre ritenuto ricchi di spunti psicologici interessanti, per proseguire poi fino al Novecento; solo in un secondo momento sono tornata sui miei passi riconsiderando le antiche civiltà , cercando di trovare un possibile confronto tra il vestire dei bambini e il mondo adulto (operazione rivelatasi sempre più scarna nei secoli antichi)

Questo premessa è stata scritta per motivare l’eventuale e apparente disordine cronologico delle osservazioni che seguono, ovvero il vuoto temporale in cui ci si può imbattere poiché ancora non ho completato la tela della mia Storia del Costume. Confido di riuscirci nei prossimi secoli..

Introduzione

Da sempre sono stata interessata e affascinata dall’evoluzione dell’abbigliamento di uomini e donne in relazione ai diversi momenti storici, di recente ho focalizzato la mia curiosità sul vestire di bimbi e adolescenti nel tempo, con l’obbiettivo di capire quale fosse il primo momento storico che ponesse uno sguardo attento e mirato sul vestire infantile, documentando con immagini, reperti e ritratti  anche un cambiamento dell’idea di “bambino” da parte della mentalità corrente nella società. O comunque segno della considerazione in cui possa essere tenuto il bambino stesso con una sua individualità precisa, le sue esigenze pratiche e la ricerca del suo benessere.

Oggi noi siamo abituati a pensare in termini di “star bene”, a progettare o acquistare un abbigliamento pratico, al mettere a proprio agio i nostri cari bimbi, ma una volta era così naturale e prevedibile l’atteggiamento nei riguardi del bambino? La lettura della storia del vestire pare che ci indichi il contrario, una lenta e faticosa risalita per ottenere agio e benessere .

Storia e rappresentazione artistica sono  da sempre collegate e  le forme d’arte erano un mezzo per descrivere la società dove non esistevano altri mezzi tecnici per farlo: le testimonianze lasciate sul tema “abbigliamento” provengono quindi da immagini lette attraverso una buona parte di produzione artistica. In termini generali, ai ritratti in senso stretto e alle pitture di genere o popolari si aggiunge alla nostra lettura il mezzo grafico del “figurino di moda” che nasce già con le incisioni del XVI secolo (a uso dei sarti) per evolversi verso la fine del XVIII secolo in produzioni più diffuse a uso famigliare; con la fine del secolo XIX  interviene come testimone dei costumi anche il mezzo fotografico, come si vedrà più avanti, che apre a orizzonti di indagine più certi e realistici.

Osservando in un primo tempo quanto ci propone la storia dell’arte, mi sono convinta che una documentazione puntuale, costante e intenzionale del mondo infantile si sia definita solo a partire dal Rinascimento, vuoi per uno sviluppo deciso della ritrattistica che ce lo racconta, vuoi per una nuova visione del “soggetto” bambino come embrione del futuro Uomo dell’ Umanesimo, se non altro attraverso il bisogno di una rappresentazione dinastica da parte delle casate o di nascenti famiglie borghesi. In effetti il mio lavoro di ricerca è partito proprio da questo punto, e più precisamente dal sec.XVI, ovvero nel secondo Rinascimento; ho un debole per i ritratti eseguiti da Sofonisba Anguissola, che mi sono sembrati una perfetta overture per la vista sul nuovo mondo rinascimentale, uno spontaneo e accurato sguardo al femminile da parte di un’eccezionale artista. ho definito quindi quella che chiamo la tesi del “bambino rinascimentale”.

Ho comunque sentito la necessità di ritornare sui primi passi delle civiltà più antiche per fare il confronto: così, analizzando i bellissimi e rari ritratti e istantanee di vita vissuta tra opere dell’antico Egitto, di Greci o Romani,  li vedo  più come “copie di persone conformi all’adulto”, quasi si volesse rappresentare uomo e donna in miniatura, in scala, senza badare alle esigenze o alla corporeità diversa che le fasi della vita portano con sè. Per le civiltà antiche possiamo certificare le nostre osservazioni solo attraverso le immagini che tramandate dall’arte, ma essendo questa una rappresentazione di carattere più simbolico e sintetico, ci mostra pochissimo del mondo infantile, e la definirei come un sistema iconografico piuttosto a senso unico, adottato dal mondo adulto. Oltretutto non si dimentichi come i tempi di vita fossero più brevi e quindi l’infanzia meno prolungata o “incubata” come la consideriamo noi oggi.

Nel breve excursus nell’Antichità (o meglio una verifica), controllando anche le possibili raffigurazioni ritrovate tra i reperti archeologici delle civiltà mesopotamiche,non ho potuto rintracciare alcun riferimento all’infanzia.  Gli indizi si mostrano a cominciare dal lontano ambito dell’Egitto: il materiale a disposizione diventa un poco più abbondante e ci si può riferire a interessanti immagini di vita vissuta, abbastanza rare in un mondo visivo che privilegia la raffigurazione aulica, religiosa o simbolica. Le fonti si limitano naturalmente ai reperti trovati nelle sepolture. Con la civiltà greca si incominciano a trovare pche immagini infantili che possono essere già ritratti, naturalmente in ambito funerario, mentre è con i Romani che compare una ritrattistica diffusa, attenta a differenziare il bambino dall’adulto. Ma indagando sulle condizioni educative dell’epoca non pare che l’ infanzia fosse molto felice…

Mi manca di documentarmi sul periodo Medioevale, peraltro molto vasto e in continua evoluzione, la mia ricerca è in sospeso proprio in tale periodo e troverete l’interruzione “lavori in corso“, ma a questo punto ritorno della mia idea : una nuova osservazione del fenomeno “bambino” (magari anche solo come “figlio di..”) si sviluppa appena a partire dal Rinascimento. In seguito solo con gli studi di Rosseau e con l’Ottocento si forma una presa di coscienza che prepara ai tempi moderni.

La storia del vestire non è solo estetica o praticità dettata dalla puericultura ma segue di pari passo il modo in cui la società interpreta e vive il fenomeno BAMBINO.

____ Antico Egitto

____ Grecia

____ Penisola Italica





  

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_ 1500

____ 1600

Mi piace, dove posso, cercare e sottolineare le rappresentazioni utili a questo studio realizzate i territorio italiano o meglio Lombardo,

magari sono di stampo più popolare o non propriamente di alto livello sociale, ma tali da risultare pìù facilmente comnprensibili.


Un bruschissimo distacco, a partire da questo secolo ma in tutta la storia fino ai nostri giorni, si ha osservando le immagini delle classi più disagiate e la vista dei bambini colpisce ancora di più;

il ritratto in questi casi non è celebrativo o ostentativo come lo è per le famiglie ricche, ma nasce dal punto di osservazione del pittore, e noi moderni la definiremmo “pittura di denuncia”.

Forse al momento è solo pittura di genere, ci mostra comunque un ‘infanzia vestita con tessuti poveri e abiti riciclati (e non solo copiati) da quelli degli adulti.

Questo tipo di rappresentazione compare nel XVII secolo e l’nteresse  prosegue nei prossimi decenni fino al 1800.

Mi piace, dove posso, cercare e sottolineare le rappresentazioni utili a questo studio realizzate i territorio italiano o meglio Lombardo,
magari sono di stampo più popolare o non propriamente di alto livello sociale, ma tali da risultare pìù facilmente comnprensibili.

_____ 1700

Col  secolo del Rococò l’arte ci riporta nuovamente le immagini di un mondo infantile ricco di decorazioni, sfarzo e parecchia fantasia,

preferendo un ambito ricco e sereno alla rappresentazione dei più poveri;anche nel nascente ceto borghese le figure sono misurate ed equilibrate.

sarà un pittore di genere come il Pitocchetto che farà da testimone all’aspetto disagiato della classe povera alle prese con le sofferenze quotidiane.


_____1800


Con la fine del sec. XVIII siamo  di fronte ad un vero epocale cambiamento nella storia: la ventata della Rivoluzione Francese spazzerà prima con cautela, poi con maggiore decisione, le tradizioni e le icone radicate nelle convenzioni sociali; la famiglia rimane pur sempre il baluardo protettivo per l’infanzia, ma vengono meno nel gusto vestimentario artifici e costrizioni, così da significare per l’abbigliamento dei bambini soprattutto il diffondersi di nuove teorie sullo stile di vita, sull’igiene e sulla libertà di movimento.

In altre parole inizia la differenziazione tra abito dell’adulto e abito per l’infanzia, la semplificazione dell’abito e l’abbandono di decori eccessivi.

Romanticismo

metà Ottocento (epoca crinolina)



Tra arte, moda e psicologia, un nuovo modo di fare RITRATTO

tra gli ultimi anni del XIX secolo e i primi del XX

Romanticismo, Impressionisti e Macchiaioli, nuovi modi e tecniche di realizzare un ritratto, ma anche un nuovo occhio per guardare la

società e rappresentarne i protagonisti.    I bambini si prestano bene all’ artista per indagarne la psicologia e gli atteggiamenti, così noi

possiamo indagare atteggiamenti e modi di vestire. Dopo le prime fotografie torniamo ad analizzare alcuni ritratti che spaziano tra i

diversi paesi europei o americani.

_____      Fine Ottocento

Nelle pagine precedenti si sono mescolati diversi elementi che compaiono a differenziare tanti stili del vestire infantile del XIX secolo, e

che si possono rileggere in tre gruppi:





____ 1900